Vibo Valentia: suicidio assistito ex magistrato, non era malato

L’autopsia chiesta alla magistratura svizzera dalla figlia e dalla vedova dell’ex magistrato calabrese Pietro D’Amico, 62 anni, di Vibo Valentia, morto con il suicidio assistito in una clinica svizzera, ha escluso l’esistenza di quella grave e incurabile patologia dichiarata da alcuni medici italiani e svizzeri. Lo rende noto l’avvocato Michele Roccisano, amico di D’Amico, e legale della vedova. “D’Amico non era affetto da quella grave patologia che lo aveva convinto a chiedere il suicidio assistito”, riporta un comunicato. “Un errore scientifico che ha portato a conseguenze fatali, poiché D’Amico, già depresso e convinto di essere gravemente malato, ebbe, purtroppo, quella terribile conferma che lo spinse a richiedere il suicidio assistito a Basilea”. Sarà adesso la magistratura italiana a stabilire se i sanitari siano responsabili di quanto accaduto. Un’altra indagine, in corso in Svizzera, stabilirà se sia stata violata la meno severa legislazione elvetica.

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