Vibo Valentia: smaltimento illegale di rifiuti, 18 indagati


Operava tra Calabria, Puglia e Sicilia l’organizzazione criminale scoperta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia, che ha notificato 18 avvisi di conclusione indagine. Gli indagati, secondo l’accusa, si occupavano del trasporto e dello smaltimento illecito di rifiuti industriali tossici e pericolosi. La Procura vibonese avrebbe accertato un illecito stoccaggio ed il successivo interramento, nel comune di San Calogero, di oltre 135.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici. Tra gli indagati anche due tecnici della Provincia di Vibo Valentia, accusati di aver rilasciato autorizzazioni non conformi nei confronti della società sotto inchiesta, la “Fornace Tranquilla Srl”, il cui titolare, Giuseppe Romeo, arrestato nel novembre 2009, avrebbe attestato falsamente il recupero mai avvenuto dei rifiuti pericolosi, che invece venivano interrati a ridosso di coltivazioni di agrumi. Dalle indagini sarebbe emerso il coinvolgimento di società calabresi e pugliesi che si erano aggiudicate contratti milionari per lo smaltimento di fanghi altamente inquinanti e pericolosi di derivazione industriale, con alte percentuali di nichel e vanadio, stipulati con una società nazionale che opera nella produzione di energia elettrica. L’organizzazione solo sulla carta faceva figurare il loro recupero, risparmiando così più di 18 milioni di euro. A seguito delle indagini, il Prefetto di Vibo Valentia aveva già disposto la distruzione dei prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze dell’area interessata. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi, disastro ambientale, avvelenamento di acque e di sostanze alimentari, falsità ideologica, gestione non autorizzata di rifiuti ed evasione fiscale.

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