Vibo Valentia: ‘ndrangheta, colpita la cosca Mancuso, decine di fermi

Mesi e mesi di intercettazioni hanno portato oggi al fermo di 23 persone nelle province di Vibo Valentia, Cosenza, Como e Monza. Tutte ritenute affiliate al clan dei Mancuso e a cosche minori del vibonese. Le accuse sono di associazione di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegale di armi e sostanze esplodenti. L’operazione, denominata “Costa pulita”, è stata coordinata dalla DDA di Catanzaro, che ha anche disposto numerose perquisizioni e sequestri di beni per circa 70 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono oltre 100 immobili, quote societarie e rapporti bancari ed anche 2 villaggi turistici e tre compagnie di navigazione con altrettante motonavi che assicuravano, in regime di monopolio, i collegamenti con le Isole Eolie. L’indagine lambisce anche i contesti politici locali, in particolare le passate amministrazioni dei comuni di Briatico e di Parghelia. Tra gli indagati c’è anche l’attuale sindaco di Briatico e presidente della Provincia di Vibo Valentia, Andrea Niglia, che una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato incandidabile a causa dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Niglia nega però ogni addebito. La DDA ha documentato le minacce subite dal giornalista Pietro Comito, autore di articoli sulla gestione del Comune di Briatico. Nel corso delle indagini sono state sequestrate diverse armi da fuoco e nel 2014 sono stati arrestati, in flagranza di reato, alcuni elementi di spicco delle cosche, in procinto di porre in essere un attentato dinamitardo. L’inchiesta ha evidenziato come le cosche riescano a controllare il comparto turistico.

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