Vibo Valentia: ‘ndrangheta 6 fermi per l’autobomba di Limbadi


Un’autobomba per rafforzare una richiesta di estorsione: per questo sarebbe stato ucciso il quarantaduenne Matteo Vinci, il 9 aprile scorso, a Limbadi, nel vibonese. Nell’attentato è rimasto gravemente ferito il padre settantenne. La madre, invece, Rosaria Scarpulla, ha avuto fin da subito il coraggio di denunciare apertamente i presunti responsabili, che oggi sono stati fermati dai carabinieri. Sono sei, tutti ritenuti esponenti della cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso e parenti tra di loro. Abitano vicino alla famiglia della vittima e avrebbero voluto appropriarsi del loro terreno, in fondo solo un fazzoletto di terra, che confina con una loro proprietà. L’attentato è stato quindi ordito solo per affermare la forza della cosca sul territorio. Rosaria Scarpulla, la coraggiosa madre della vittima, è felice. E presto riabbraccerà suo marito.

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