Vibo Valentia: ‘ndrangheta, 13 fermi per una faida

Undici persone fermate dai carabinieri e altre due dalla polizia: è il bilancio dell’Operazione Gringia, ovvero “smorfia”, in riferimento ai volti violenti mostrati dagli appartenenti alle cosche. I fermati sono accusati, a vario titolo, di essere coinvolti in tre omicidi e in quattro tentati omicidi, compiuti nell’ambito di una vera e propria faida scoppiata tra le famiglie di ‘ndrangheta del vibonese. L’operazione ha documentato le attività criminali della cosca Patanìa di Stefanàconi, legata ai Mancuso di Limbàdi e contrapposta sia alla “Società di Piscopìo” di Vibo, considerata emergente e che voleva liberarsi dal controllo dei Mancuso, sia alla cosca Petròlo-Bartolotta di Stefanàconi. I provvedimenti sono stati eseguiti nel vibonese, nel reggino e a Viterbo. Le indagini avrebbero fatto luce sugli omicidi di Michele Mario Fiorillo, commesso a Fràncica il 16 settembre del 2011, di Giuseppe Matìna, commesso a Stefanàconi il 20 febbraio del 2012, e di Francesco Scrugli, commesso a Vibo il 21 marzo del 2012. Dalle indagini emerge in particolare la figura di una donna, Giuseppina Iacopetta: sarebbe stata lei ad aver deciso l’esecuzione di diversi fatti di sangue.

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