Vibo Valentia: ‘ndrangheta, 11 fermati, anche ex carabiniere

La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha sferrato un altro colpo mortale alla cosca dei Patania di Stefanaconi, nel vibonese, con un’operazione denominata “Romanzo Criminale”. Fermate, in Calabria e in Lombardia, 11 persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, danneggiamento, porto, detenzione e cessione di armi, anche da guerra, possesso di segni distintivi contraffatti e favoreggiamento personale. Tra i fermati spicca l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio, il maresciallo Sebastiano Cannizzaro, già radiato dall’arma nel febbraio scorso. E’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Anche l’ex parroco di Stefanaconi, don Salvatore Santaguida, fu coinvolto in uno dei filoni delle indagini. Il sacerdote avrebbe fornito informazioni alla cosca e fu poi trasferito. La cosca, secondo la magistratura, aveva il potere assoluto sulla gestione di alcune processioni religiose, come raccontato dai collaboratori di giustizia. In particolare, solo uomini della cosca Patania erano autorizzati a portare a spalla, la mattina di Pasqua, la statua di San Giovanni nella tradizionale manifestazione dell'”Affruntata”. San Giovanni rappresenta, nella simbologia mafiosa, il potere dell’organizzazione criminale. E la cosca controllava, minacciando il parroco, anche la festa dedicata a Sant’Antonio. E tanto era il potere della cosca, che il Comune di Stefanaconi decise di esprimere con un manifesto il suo cordoglio e le condoglianze alla famiglia Patania per la morte di Fortunato Patania, ritenuto il boss della cosca, ucciso nel settembre del 2011.

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