Torino: ‘ndrangheta, processo Minotauro, 58 condannati

Si e’ chiusa con 58 condanne, a Torino, la prima tranche del processo Minotauro, nato dalla maxi-inchiesta sulla presenza della ‘ndrangheta in Piemonte e sui suoi tentativi di condizionare la vita politica nel Torinese. Al vaglio del gup Roberto Trevisan c’era la posizione dei 73 imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Le assoluzioni sono state in tutto quattordici, ma solo sette sono gli imputati scagionati dal reato di associazione di stampo mafioso. Le condanne inflitte ammontano a un totale di 400 anni di carcere (la piu’ elevata e’ di tredici anni e mezzo di carcere). Con l’inchiesta Minotauro, sfociata lo scorso anno in 142 arresti, erano state smantellate una decina di bande (i cosiddetti ”locali”, nel lessico della ‘ndrangheta) che operavano a Torino e nel circondario e che avevano tentato anche di tessere legami con gli ambienti politici. In seguito agli accertamenti, i consigli comunali di Leini’ e Rivarolo erano stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Ordinata anche la confisca di beni per un valore di mezzo milione di euro. Il 18 ottobre comincera’ la seconda tranche: a giudizio, questa volta con il rito ordinario, sono state chiamate 75 persone. Fra esse Nevio Coral, ex sindaco di Leini, e Antonino Battaglia, segretario comunale a Rivarolo.

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