Sibari: scavi archeologici allagati, istituzioni ancora immobili

Si lavora lentamente, forse troppo. E sembra che le istituzioni siano addormentate, su questa vicenda. Solo i diversi candidati alle elezioni prendono la parola per rimarcare che “bisogna fare qualcosa”. Ma poi nessuno si muove e, di fatto, sono ancora solo tre o quattro le idrovore al lavoro a Sibari. Davvero troppo poche per liberare dall’acqua e dal fango l’immensa area degli scavi, sommersa dal Crati che è esondato. La colpa sarebbe delle coltivazioni abusive che vengono realizzate troppo vicino agli argini del fiume. E si spera nell’intervento del Governo. E mentre si attendono decisioni ed aiuti veri, si rischia di perdere per sempre un patrimonio di inestimabile valore.

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