San Sosti: la difesa di Francesca Chaouqui


Più che una conferenza stampa, è stata la sua difesa pubblica davanti ai suoi compaesani, l’incontro che si è tenuto a San Sosti. Francesca Chaouqui, membro della Pontificia Commissione referente sull’Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede, indagata nel caso Vatileaks 2 per una fuga di notizie riservate del Vaticano, è stata sostenuta da amici e parenti, che l’hanno a lungo applaudita. All’inizio, un’introduzione dedicata all’amore per la sua terra, tanto da far pensare a qualcuno che potrebbe esserci in vista una sua discesa in politica, poi da lei esclusa. Molto lentamente, si arriva ai temi della sua vicenda. Senza mezzi termini, la Chaouqui accusa la Segreteria di Stato del Vaticano di aver ordito un complotto ai suoi danni. “Per motivi politici”, dice più volte. E’ allora sarebbe stato diffuso un dossier con false informazioni, che avrebbero ingannato anche Papa Francesco. Francesca Chaouqui lancia messaggi: afferma di essere in possesso di carte importanti riguardanti la vita del Vaticano, ma che non le diffonderà. O forse sì, chissà, quando decadrà il segreto di Stato. Colpisce la sua difesa a spada tratta del cardinale Bertone. Dice anche di essersi fidata di Mons. Balda, segretario della sua Commissione. Poi la lettura di una mail da cui si evincerebbe la sua buona fede. Francesca Chaouqui è incinta. “Ma non chiederò la grazia”, dice più volte.

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