Rosarno: ‘ndrangheta, fermati presunti esponenti cosca Pesce

I carabinieri hanno fermato tre presunti esponenti della cosca della ‘ndrangheta dei Pesce di Rosarno. Si tratta di Biagio Arena, 31 anni, Rosario Rao, 32 anni, e Vincenzo Cannatà, 38 anni. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di munizioni e di armi comuni da sparo e di armi da guerra e tentato omicidio aggravato. L’operazione è stata denominata “Lupus in fabula”. I tre sono accusati di aver pianificato un omicidio per un affronto subito, che solo per una casualità non sono riusciti ad eseguire. Si collegavano con smartphone utilizzando chat che sono state intercettate. Sono stati trovati in possesso di un mitra kalasnhikov, una pistola semiautomatica Glock ed una pistola Uzi, con relativo munizionamento. I tre, tutti parenti di persone già detenute, avevano scelto di utilizzare la comunicazione via chat credendo di poter interagire in maggiore sicurezza e non essere intercettati. Dai messaggi, scambiati per via telematica, gli investigatori hanno potuto captare le immagini relative alla cessione di una mitragliatrice e della pistola semiautomatica, appositamente modificata per esplodere colpi a raffica. In questa indagine, così come nelle altre riguardanti la cosca Pesce, prezioso si è rivelato il contributo della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore.

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