Rosarno: ‘ndrangheta, attentato a cognato pentita cosca Pesce

Un attentato con una bomba a mano è stato compiuto, a Rosarno, nei confronti del fratello del compagno della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce. L’uomo è rimasto ferito ed ora si trova ricoverato nell’ospedale di Gioia Tauro, ma non è in pericolo di vita. La bomba a mano era stata posizionata sul cancello dell’azienda agricola dove lavora la vittima. Quando l’uomo ha aperto il cancello, l’ordigno è esploso. Giuseppina Pesce vive in una località protetta con il suo compagno. Con le dichiarazioni fatte in questi anni, la collaboratrice di giustizia ha svelato le attività della cosca Pesce, una tra le più potenti e temibili della Piana di Gioia Tauro. Proprio oggi a Palmi era in corso l’udienza del processo a 14 presunti affiliati alla cosca. Il dibattimento è scaturito dall’inchiesta “Califfo” ed è la prosecuzione del procedimento penale “All Inside”, che ha portato a decimare, attraverso le dichiarazioni della pentita, i vertici della cosca. Giuseppina Pesce sarà sentita nelle prossime udienze del processo. Giuseppina, figlia del boss Salvatore, ha iniziato a collaborare con la giustizia dall’ottobre del 2010. La pentita ha rivolto anche accuse nei confronti della madre e della sorella, che sono state arrestate nell’aprile del 2011. Dopo che aveva iniziato a collaborare con la giustizia, gli esponenti della cosca avevano progettato anche di uccidere la pentita. Giuseppina Pesce, dopo le prime dichiarazioni, aveva deciso di sospendere la sua collaborazione perché temeva che i componenti della sua famiglia potessero vendicarsi nei confronti dei suoi figli. La donna ha poi ripreso la collaborazione e le sue dichiarazioni hanno portato alla condanna di numerosi esponenti della cosca.

Potrebbero interessarti anche...