Rosarno: indagato un maresciallo dei Carabinieri

L’ex comandante della caserma dei carabinieri di Rosarno, il maresciallo Alfonso Frisina, e’ indagato dalla Dda di Reggio Calabria per favoreggiamento aggravato alla cosca di ‘ndrangheta Pesce. Il sottufficiale lo ha scoperto durante il processo ai presunti boss e gregari della cosca, dove era chiamato a testimoniare dalla difesa dell’ex carabiniere Carmelo Luciano, imputato nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Prima che il maresciallo iniziasse a parlare, il pm della Dda reggina, Alessandra Cerreti, si e’ alzata ed ha comunicato al tribunale che il militare e’ indagato. Nel corso dell’interrogatorio, e’ emerso che uno dei figli del maresciallo ha lavorato fino a due anni fa, prima di essere posto in cassa integrazione, alle dipendenze di una societa’ di trasporti che, secondo l’accusa, e’ da sempre in mano ai Pesce, mentre l’altro figlio lavora in un’altra societa’ sequestrata dalla magistratura perche’ ritenuta di proprieta’ di un’altra cosca, quella dei Commisso. La pentita Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore, aveva gia’ sostenuto che Frisina era vicino alla sua famiglia ed anche Giuseppe Pesce, in una intercettazione, parla del sottufficiale come di una persona alla quale ha fatto dei favori. L’Arma dei carabinieri, non appena appresa la notizia che il sottufficiale era stato iscritto nel registro degli indagati, nell’aprile scorso, lo aveva trasferito a Rogliano. Prima della conclusione dell’udienza, ha preso la parola il boss Antonino Pesce, che ha fatto dichiarazioni spontanee per dire che ”Frisina e’ il mio peggior nemico, ha arrestato i miei familiari e mi ha rovinato la vita”.

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