Reggio Calabria: ‘ndrangheta, arrestato latitante Domenico Leotta


Si nascondeva a Catanzaro, Domenico Leotta, 52 anni, ricercato dal 2010, e ritenuto essere ai vertici della cosca dei Pesce di Rosarno, braccio destro proprio del boss Francesco Pesce. Per il suo ruolo avrebbe partecipato a diversi importanti summit mafiosi e si sarebbe occupato dello smistamento della droga in arrivo nel porto di Gioia Tauro. E’ stata la Squadra Mobile di Reggio Calabria, in collaborazione con la DDA e il Servizio Centrale Operativo della polizia, a scovarlo. E’ stato sorpreso mentre guardava la tv nella camera da letto di un appartamento in via De Filippis. Il latitante non ha opposto resistenza. All’interno dell’appartamento, dotato di ogni comfort, è stato sequestrato materiale ritenuto dagli inquirenti “interessante”. Il presunto boss era sfuggito alla cattura nel 2010, durante l’operazione “All Inside” che aveva portato all’arresto di 40 affiliati alla ‘ndrangheta. Leotta è stato indicato dalla pentita Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore, come il responsabile, tra gli altri, dell’omicidio di tre donne ritenute legate alle cosche: Maria Teresa Gallucci, 37 anni, sua madre Nicolina Celano, 72 anni, e sua cugina Marilena Bracalia, di 22 anni. Le tre donne furono uccise a Genova nel 1994. Secondo la pentita, il triplice delitto fu deciso per ristabilire gli equilibri mafiosi. La Dda di Genova ha recentemente riaperto l’inchiesta sul caso. Secondo l’ipotesi degli investigatori, Leotta si nascondeva a Catanzaro perchè, così come altri latitanti, si sarebbe avvalso dell’appoggio della cosca dei Mancuso, operante nel vibonese, per essere ospitato in località ritenute “tranquille”, dove sfuggire alla cattura era più semplice.

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