Rende: Unical, respinte le richieste di arresto per i falsi esami

Ci sono due richieste di arresto, avanzate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, per la vicenda dello scandalo dei falsi statini d’esame, scoppiata a marzo scorso e che ha visto anche l’Università della Calabria scendere in campo per difendere la sua immagine. La Procura chiede di arrestare una docente-tutor dell’università e una dirigente dell’Area Didattica dell’ateneo. Ma il Gip del tribunale di Cosenza non ha ritenuto di dover accogliere la richiesta di custodia cautelare, dichiarandosi incompetente a valutare gli atti perchè la legislazione vigente prevede che, in caso di delitti consumati introducendosi abusivamente in un sistema informatico, debba essere la magistratura distrettuale ad occuparsi del caso. Il fascicolo dovrà ora, dunque, essere trasmesso a Catanzaro, mentre a Cosenza rimarrà solo la parte d’indagine relativa ai presunti episodi di corruzione. E questo perchè le indagini svolte dagli uomini della Digos hanno svelato che i brogli sarebbero stati effettuati attraverso la manipolazione dell’archivio informatico dell’Università della Calabria. Manipolazione che avrebbe favorito decine di studenti, ai quali venivano assegnati come superati esami in realtà mai sostenuti. L’ateneo ha già annunciato che si costituirà parte civile contro i dipendenti infedeli, che potrebbero anche essere più di due.

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