Rende: Unical, chiuse indagini per i falsi esami, 76 indagati

La Procura della Repubblica di Cosenza ha chiuso le indagini nei confronti di 76 persone, tra laureati, laureandi, un tutor e due impiegati amministrativi della facolta’ di Lettere dell’Universita’ della Calabria, indagati nell’inchiesta sui falsi esami. I reati contestati sono, a vario titolo, falso e introduzione abusiva nel sistema informatico dell’Ateneo. Le indagini hanno avuto inizio dopo la denuncia del preside della facolta’ di lettere e filosofia, Raffaele Perrelli, che nel corso di una seduta di laurea non riconobbe come sua la firma apposta su uno degli statini inseriti nel fascicolo di un candidato. Nel corso delle indagini e’ stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale e sono state compiute numerose consulenze grafologiche che hanno portato alla luce un complesso sistema di collaborazione per agevolare l’iter accademico di diversi studenti. L’inchiesta sui falsi esami alla facolta’ di Lettere ha portato a scoprire un sistema che sarebbe stato diffuso in tutto l’Ateneo. La Procura, infatti, da alcuni mesi sta effettuando accertamenti e verifiche su sette facolta’. Nel luglio scorso sono stati acquisiti gli atti relativi alle lauree conseguite dal 2008 al 2011. Dalle indagini e’ emerso che c’e’ anche chi e’ riuscito a dare sette esami in un giorno, superandoli tutti brillantemente con un bel trenta e lode, filando via verso la laurea conseguita, naturalmente, con il massimo dei voti. Il meccanismo utilizzato era semplice: si fotocopiava uno statino gia’ utilizzato, si sostituiva il nome dello studente che aveva realmente sostenuto l’esame, si apponeva la firma del docente, con quest’ultimo ignaro di tutto, e si inseriva nel fascicolo del futuro laureando. Su alcuni documenti e’ stata trovata anche la firma di qualche docente che ormai non insegna piu’ da anni nell’Universita’ della Calabria. Le lauree da annullare sarebbero in tutto 72.

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