Rende: Unical, all’avanguardia ma penalizzata


Nel settore informatico, medico e geologico, l’Unical è all’avanguardia. Per la fisica, i rivelatori del superacceleratore del Cern di Ginevra vengono dai laboratori di Arcavacata, così come le antenne dei satelliti per Marte. E non scordiamo le eccellenze nel campo umanistico e nei beni culturali. Oggi l’Unical ha quasi 30.000 studenti, di cui circa 3000 ospitati nel campus, e 700 stranieri che vengono da 64 Paesi diversi. E poi convenzioni con 200 università di tutto il mondo. Eppure non riceve i fondi necessari a lavorare con serenità. Per esempio, rispetto ad un ateneo come quello di Padova, l’Unical riceve 64 milioni di meno. E poi c’è il “mistero” della cosiddetta “quota storica”. Spieghiamo meglio: l’Unical incassa meno tasse dagli studenti rispetto ad un’ateneo del Nord, perchè il territorio è più povero. E le tasse non si possono aumentare, perchè calerebbero le iscrizioni. Eppure il regolamento in vigore dice che il numero dei docenti utilizzabili è legato alle tasse pagate dagli studenti. Volete altro? Parliamo del “costo standard” per studente. E sì: ci sono più fuoricorso al Sud, vuoi perchè provengono da scuole medie giudicate meno efficienti, vuoi perchè non c’è fretta di laurearsi, visto che tanto poi, si sa, trovare lavoro è dura. E allora si vivacchia. Con tutto questo, sembra proprio che gli atenei del Sud siano stretti in una morsa che li imbriglia e non li fa decollare. Per fortuna, sembra almeno che, finalmente, ci sia un rapporto vero con la Regione Calabria. L’Unical oggi chiede una sola cosa: più attenzione dal governo. Noi, i cittadini, dovremmo pretenderla.

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