Reggio Calabria: violenza sessuale, arresti per abusi di gruppo su una minorenne


I carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito, su disposizione della procura, 9 misure cautelari ai danni di un gruppo di giovani accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con una minorenne, di soli 13 anni, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e favoreggiamento personale. Tra gli arrestati dell’operazione, denominata “Ricatto”, c’è anche un giovane che era minorenne all’epoca dei fatti e pure Giovanni Iamonte, 30 anni, figlio del boss della ‘ndrangheta di Melito Porto Salvo, Remingo Iamonte. La giovane, i cui genitori si erano separati, credeva di aver trovato l’affetto di un fidanzato, un ventenne di Melito, che l’ha presentata ad un gruppo di amici. Ed è così iniziato un calvario per la ragazza, che anche due volte alla settimana veniva “prelevata” fuori dalla scuola per essere portata via e abusata sessualmente, sotto la minaccia di veder divulgate alcune sue foto intime. La ragazzina aveva anche tentato di staccarsi dal fidanzato, e si era legata sentimentalmente ad un altro giovane. Ma quest’ultimo è stato avvicinato dal gruppo, pestato a sangue e costretto a non vederla più. Finalmente, grazie al disagio che traspariva tra le righe di un tema di italiano scritto dalla ragazzina a scuola, una segnalazione è giunta ai carabinieri. I genitori, dunque, sapevano tutto. Ma temevano vendette da parte del figlio del boss Iamonte.

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