Reggio Calabria: truffa da 30 milioni, soldi per tasse spesi su internet

I soldi delle tasse pagate dai cittadini, invece di essere girati ai comuni venivano utilizzati per fare shopping su internet o giustificati per spese per false consulenze. E’ la truffa scoperta dai militari del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di finanza di Reggio Calabria, che ha quantificato in oltre 30 milioni l’importo sottratto ai 50 comuni calabresi ai quali spettava il denaro versato dai cittadini. I circa 33 milioni di tributi versati dai contribuenti sarebbero finiti nelle tasche dei responsabili della So.ge.fi.l. Riscossione, una società cosentina operante nel settore della riscossione per conto di enti pubblici territoriali. L’inchiesta aveva già portato, a luglio scorso, all’arresto dei 4 responsabili della società, accusati di associazione a delinquere e peculato. Ora i finanzieri hanno quantificato il danno causato ai Comuni e segnalato alla Procura regionale della Corte dei Conti di Catanzaro 21 soggetti. Si tratta di persone legate, secondo l’accusa, alla So.ge.fi.l. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Cosenza, i finanzieri hanno scoperto che i soldi dei cittadini, versati per le tasse, venivano in realtà utilizzati per fare shopping su internet, per il pagamento di fantomatiche consulenze, o per elargire lauti compensi agli amministratori della società di riscossione. I comuni truffati sono circa 50. L’indagine non è ancora conclusa: la Guardia di Finanza vuole infatti accertare le eventuali responsabilità patrimoniali dei pubblici amministratori, che con il loro comportamento hanno consentito alla società di provocare il danno alle casse pubbliche.

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