Reggio Calabria: traffico di opere d’arte, 4 arresti


Al termine di una complessa attività d’indagine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha interessato diverse città italiane, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno arrestato 4 persone, finite ai domiciliari, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di opere d’arte, come dipinti, sculture in bronzo e marmo, oggetti chiesastici, provento di furto, ed alla loro esportazione illecita, per la successiva commercializzazione in ambito internazionale. L’operazione è stata denominata “Antiques”. Le investigazioni, avviate nel novembre del 2015 a seguito di un controllo in un esercizio commerciale d’antiquariato di Reggio Calabria, hanno consentito di acquisire numerosi elementi di colpevolezza nei confronti dei componenti di un pericoloso sodalizio criminale, con base a Napoli e provincia e con ramificazioni nel bresciano, dedito alla ricettazione di beni antiquariali trafugati sul territorio nazionale e commercializzati anche tramite antiquari calabresi compiacenti ed esportati illecitamente per essere venduti presso fiere di settore in Francia, come Avignone e Montpellier. Recuperate diverse opere trafugate, alcune di rilevante importanza, e un ingente quantitativo di oggetti d’antiquariato esportati in territorio francese, senza la prescritta autorizzazione dei competenti organi del MiBAC. Nello specifico, sono stati recuperati beni di rilevanza storico artistica, provento di furto ai danni di abitazioni private, tra i quali emerge, per importanza, un dipinto, olio su tela, del ‘700, raffigurante “Madonna con Bambino”, di Scuola Napoletana, trafugato nel 2014 da un palazzo nobiliare di Arcevia (AN). Al valico di Ventimiglia (IM), al confine con la Francia, sono stati individuati centinaia di beni antiquariali, costituiti prevalentemente da elementi di arredo antico e di pregio, quali sculture in marmo e bronzo, consolle, dipinti su tavola e su tela, suppellettili antichi in argento, ceramica e porcellana, trasportati con furgoni presi a noleggio per l’occasione dagli appartenenti al sodalizio criminale. Il valore economico di tutti i beni sequestrati è stato stimato in circa 1.500.000 euro.

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