Reggio Calabria: sciolto Consiglio comunale per contiguità mafiose


Il Consiglio comunale di Reggio Calabria e’ stato sciolto. Dopo settimane di attesa, il Consiglio dei Ministri ha esaminato la pratica preparata dal Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, optando per lo scioglimento. E’ stato lo stesso Ministro a presentarsi ai giornalisti per comunicarlo. Una scelta ”sofferta”, presa ”a favore della citta”’ e come ”atto di rispetto per la citta”’ ha detto, sottolineando che ”e’ la prima volta nella storia che viene sciolto il Consiglio comunale di un capoluogo di provincia”. Un provvedimento preso per ”contiguita’ e non per infiltrazioni” mafiose e che, ha precisato la Cancellieri, riguarda ”solo questa amministrazione”, guidata da Demetrio Arena, non quella precedente”, che era guidata dall’attuale presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. Nella motivazione ha pesato anche la situazione del bilancio, caratterizzato da ”una gravissima situazione finanziaria” e con ”un buco notevole” che, secondo gli ispettori del ministero delle Finanze, si aggira sui 160 milioni. Il Comune sara’ retto per i prossimi 18 mesi da tre commissari: il prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, il viceprefetto, Giuseppe Castaldo, e il dirigente dei servizi ispettivi di finanza della Ragioneria dello Stato, Dante Piazza. All’origine della decisione del Cdm c’e’ la relazione redatta dalla Commissione d’accesso, nominata il 20 gennaio scorso dall’allora prefetto di Reggio Luigi Varratta e insediata il 24 gennaio. Commissione che ha concluso i suoi lavori il 13 luglio con una relazione al nuovo prefetto, Luigi Piscitelli, che a fine mese l’ha trasmessa al Viminale con le sue annotazioni. La Commissione ha avuto mandato ad ”indagare” su due ambiti: la Multiservizi e l’arresto del consigliere Giuseppe Plutino, per stabilire se potessero esserci stati condizionamenti dell’attuale amministrazione guidata da Demetrio Arena, eletto nel maggio del 2011. La Multiservizi, sciolta dal Comune nel luglio scorso, dopo che la Prefettura ha negato la certificazione antimafia al socio privato per accertati tentativi di infiltrazioni delle cosche, e’ finita nell’occhio del ciclone dopo l’arresto, nel 2011, dell’allora direttore operativo Giuseppe Rechichi, accusato di associazione mafiosa e ritenuto il prestanome della potente cosca dei Tegano nella societa’. A Rechichi, condannato nel luglio scorso a 16 anni di reclusione, il 31 luglio e’ stata notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’operazione nel corso della quale e’ stato arrestato un ex consigliere comunale di centrodestra, Dominique Suraci. Il consigliere Giuseppe Plutino (poi sospeso), prima esponente dell’Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, e’ stato arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa perche’ ritenuto un referente politico della cosca Caridi. Ma nella polemica politica e giornalistica che ha infiammato la citta’ negli ultimi mesi, si e’ parlato anche dell’assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Morisani (che non e’ indagato), che secondo un’inchiesta della Dda sarebbe stato sostenuto dalla cosca Crucitti alle comunali del 2007, e dell’assessore all’Urbanistica Luigi Tuccio, dimessosi dopo che la suocera e’ stata sottoposta a fermo per avere favorito la latitanza del boss latitante Domenico Condello.

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