Reggio Calabria: Regione Calabria, peculato, arrestati tre consiglieri


Peculato e falso: queste le accuse formulate contro i consiglieri regionali della Calabria in carica nella passata legislatura, nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari. La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a 3 arresti domiciliari e a 5 ordinanze di divieto di dimora. Nel corso dell’operazione, chiamata in codice “Erga Omnes”, sono stati sequestrati anche beni per 2 milioni e mezzo di euro nei confronti di 27 indagati. Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali. Dagli atti acquisiti sarebbe emerso che i politici si sono fatti rimborsare di tutto: caffé, “gratta e vinci”, spese di carburante, consulenze, affitti, collaborazioni, cene, gioielli, fiori, tasse, viaggi personali, batterie, ventilatori, iPad, telefonini, ricariche cellulari, la spesa per la famiglia e valigie. In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso. Arrestato l’attuale assessore regionale Nino De Gaetano (del Pd), che si è subito dimesso. De Gaetano, non rieletto in occasione delle ultime elezioni, era stato nominato dal governatore Oliverio come componente dell’attuale Giunta regionale di centrosinistra. Coinvolto nell’inchiesta anche Giovanni Bilardi (dell’NCD), non arrestato perchè, come senatore, si deve attendere l’autorizzazione a procedere. Ai domiciliari anche Luigi Fedele, ex assessore regionale. Gli altri divieti di dimora in Calabria riguardano Carmelo Trapani, ex collaboratore di Bilardi, Alfonso Dattolo (ex capogruppo Udc ed assessore nella Giunta Scopelliti) e i consiglieri Pasquale Tripodi (del Centro Democratico), Nicola Adamo (del Pd) e Giovanni Nucera (dell’Udc). Ma sono indagati anche Carlo Guccione, attuale Assessore al Lavoro, il vicepresidente della Giunta regionale Enzo Ciconte, l’attuale presidente del Consiglio, Antonio Scalzo, oltre ad altri noti politici. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni del presidente Mario Oliverio, comunque non coinvolto.

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