Reggio Calabria: rapine e furti in banche e gioiellerie, 7 arresti


Una vera banda del buco, che però non disdegnava neanche le rapine tradizionali e che prendeva di mira banche e gioiellerie, è stata smantellata dalla squadra mobile di Reggio Calabria, che ha arrestato sette persone. Un’ottava è ricercata. Gli indagati nell’operazione, denominata Rolex, sono accusati di associazione a delinquere, finalizzata a rapine e furti, e porto e detenzione abusiva di armi. Le rapine sono state compiute a Reggio Calabria e a Messina. I gruppi operativi, in realtà, erano due, capitanati entrambi da Antonino Scappatura, 53 anni. Per compiere uno dei furti in una gioielleria, i banditi, nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio del 2011, si erano introdotti nel cine-teatro Siracusa e da qui, attraverso un buco, praticato nel muro divisorio con la fiamma ossidrica, erano entrati nella gioielleria. Le riprese effettuate dalle telecamere di sorveglianza avevano permesso di individuare un gruppo di almeno sei o sette persone, che poi avevano lasciato sul posto l’intera attrezzatura usata per lo scasso. Iniziarono le indagini e nel corso di una rapina in banca, compiuta il 14 marzo del 2011 ad un’agenzia della Bnl di Reggio Calabria, gli agenti, grazie a delle intercettazioni, erano già sul posto ed arrestarono in flagranza quattro componenti della banda. Nel corso delle indagini sono state sequestrate una pistola giocattolo calibro 22, modificata ed in grado di sparare, una pistola calibro 357 magnum ed una a tamburo calibro 38.

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