Reggio Calabria: Operazione Reggio Nord, 13 fermi

Sono 13 le persone fermate nell’ambito dell’operazione “Reggio Nord”, eseguita dai Carabinieri su disposizione della Dda di Reggio Calabria. Una quattordicesima ordinanza riguarda il boss Domenico Condello, 55 anni, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, che resta ricercato. Tre delle persone coinvolte nell’operazione erano già detenute. I fermati, tra i quali ci sono anche imprenditori appartenenti notoriamente ad alcune logge massoniche, sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni e sono ritenuti affiliati alle cosche della ‘ndrangheta dei Condello, Tegano, Libri, Garonfolo e Zito-Bertuca. Si tratta di gruppi criminali che gestiscono le loro attività illecite nell’area nord di Reggio Calabria e nei comuni di Campo Calabro e Villa San Giovanni. Le indagini hanno dimostrato l’unitarietà della ‘ndrangheta e il potere di Domenico Condello, condannato all’ergastolo per omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e rapina, latitante dal 1993. E’ il cugino di Pasquale Condello, detto “il supremo”, uno dei capi storici della ‘ndrangheta, arrestato nel 2008 dopo 11 anni di latitanza. Si fa notare che il titolare di questa inchiesta è Giuseppe Lombardo, il PM della Dda destinatario dell’intimidazione compiuta martedì scorso a Reggio Calabria, quando un ordigno a basso potenziale fu fatto trovare in un parcheggio poco distante dalla Procura con accanto una sua foto. Ma si esclude che ci siano collegamenti con questa operazione.

Potrebbero interessarti anche...