Reggio Calabria: ‘ndrangheta, operazione contro cosche cittadine

E’ finito in manette anche il presunto boss Giorgio De Stefano, 68 anni, avvocato, nel corso dell’operazione “Sistema Reggio”, eseguita dalla polizia a Reggio Calabria. Secondo gli investigatori, Giorgio De Stefano rappresenta “l’intellighenzia” della cosca, capace, come un vero manager, di elaborare alleanze e strategie, individuando le attività criminali più lucrose da perseguire. Amico di Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo e Nitto Santapaola, sarebbe stato lui, in questi anni, a tenere i rapporti con le varie mafie. La polizia, in tutto, ha arrestato 17 persone. Per altre due la DDA ha disposto l’obbligo di dimora. L’operazione ha colpito 5 cosche, i De Stefano, i Rosmini, i Franco, i Serraino e gli Araniti, federate in due “cartelli” che a volte sono contrapposti, altre volte si spartiscono pacificamente il controllo del territorio, vessando i commercianti e decidendo anche quali negozi possono aprire e quali devono, invece, chiudere. L’inchiesta, partita dopo un attentato ad un bar, conferma che le cosche possono far assumere negli esercizi commerciali dipendenti a loro graditi. E si è scoperto anche che alcuni indagati sarebbero stati informati dell’inchiesta da una donna, che lavorava come impiegata nell’ufficio del Gip del tribunale reggino, adesso arrestata insieme al marito. Eseguiti anche numerosi sequestri di esercizi commerciali in mano alla ‘ndrangheta. Si tratta di bar, una stazione di servizio, una concessionaria di auto ed aziende per la distribuzione di pesce surgelato, per un valore stimato di almeno 10 milioni di euro.

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