Reggio Calabria: ‘ndrangheta, operazione contro cosca Piromalli

La guardia di finanza di Reggio Calabria ha effettuato una vasta operazione contro la cosca Piromalli della ‘ndrangheta. Sono 8 gli arresti eseguiti e tre gli obblighi di firma. I reati contestati sono associazione per delinquere di stampo mafioso, contraffazione, frode in commercio, ricettazione e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Nell’operazione è stato arrestato l’imprenditore Alfonso Annunziata, di origini campane ma stabilitosi a Gioia Tauro sin dalla fine degli anni ’80, che avrebbe intrattenuto pluriennali rapporti d’affari con la cosca. Rapporti che gli avrebbero permesso, secondo le accuse, di costituire un vero e proprio impero commerciale. L’operazione, denominata “Bucefalo”, dal nome del cavallo mai domo di Carlo Magno, è stata coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. Sequestrate 12 società e beni per un valore di 210 milioni di euro, tra cui un centro commerciale che è tra i più grandi della Calabria. E proprio la costruzione dei capannoni del centro commerciale avrebbe portato ai contrasti tra le cosche della ‘ndrangheta dei Molè e dei Piromalli, contrasti che furono all’origine dell’omicidio di Rocco Molè, avvenuto nel febbraio del 2008. Il delitto segnò, di fatto, la fine dell’alleanza tra le due cosche. Nell’operazione di oggi rientrano anche le indagini sulla morte del barone Livio Musco, ritrovato ucciso con un colpo di pistola alla testa, nella sua abitazione di Gioia Tauro, nel marzo del 2013. Livio Musco, molto conosciuto in Calabria, era figlio del generale dell’ex Sifar Ettore Musco, erede di una famiglia di feudatari di stirpe borbonica. Proprio sui terreni di proprietà della famiglia Musco, i Piromalli avrebbero fatto costruire all’imprenditore Alfonso Annunziata i capannoni del suo centro commerciale. Nell’ambito dell’operazione sono state effettuate perquisizioni anche in Campania e in Toscana.

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