Reggio Calabria: ‘ndrangheta, operazione contro cosca Molè

Una vera lezione di guerra: c’è anche questo nelle numerose intercettazioni effettuate dal Ros dei carabinieri nei confronti dei componenti della cosca della ‘ndrangheta dei Molè. Con l’operazione denominata “Mediterraneo”, ne sono finiti dentro più di 50, tra cui le nuove leve della famiglia. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, traffico di armi e stupefacenti ed intestazione fittizia di beni. Le armi arrivavano dalla Slovacchia a pezzi, dentro furgoni con doppi fondi. Poi venivano rimontate in un’officina di Gioia Tauro, per essere utilizzate o rivendute. Nel settore delle slot machine, pare che la cosca avesse un sostanziale monopolio, come si evince dalle intercettazioni. A tirare le fila del gruppo, direttamente dal carcere di Secondigliano, dove scontava il carcere duro, era il boss Girolamo Mole’. E il boss utilizzava un libro di Paulo Coelho, “Lo Zahir”, come una sorta di codice cifrato per trasmettere gli ordini all’esterno. Dall’operazione, che ha portato anche al sequestro di beni e quote societarie per circa 25 milioni di euro, emerge anche un altro particolare interessante: la cosca Molè non ha accesso al porto di Gioia Tauro.

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