Reggio Calabria: ‘ndrangheta, sei arresti per estorsioni sulla A3

Altri sei arresti per le estorsioni compiute nei cantieri della A3 Salerno-Reggio Calabria. I carabinieri, con la prosecuzione dell’Operazione “Alba di Scilla”, hanno colpito la cosca Nasone – Gaietti. Dalle indagini, coordinate dalla Dda reggina, è emersa la capillare pressione estorsiva esercitata dalla cosca sugli imprenditori impegnati nei lavori di ammodernamento dell’autostrada, ai quali veniva chiesto il 3% del valore dell’appalto per poter lavorare con tranquillità. Documentati decine di danneggiamenti effettuati dagli appartenenti alla cosca, che già fu colpita nel maggio scorso con 12 fermi. Per fortuna, si sottolinea da parte degli inquirenti, qualcosa sta cambiando e adesso gli imprenditori cominciano a denunciare i taglieggiatori. Tra gli arrestati ci sono anche la madre di un presunto appartenente alla cosca, già detenuto, la quale faceva da collante con gli altri membri del sodalizio criminale, e anche tre operai dei cantieri, accusati di essere collusi con la ‘ndrangheta. Gli operai, che svolgevano anche funzioni di rappresentanza sindacale dei lavoratori, erano dipendenti di una ditta che aveva vinto un subappalto dei lavori e, secondo l’accusa, estorcevano denaro alla ditta appaltante. Avrebbero rubato, nell’aprile scorso, materiale da lavoro e danneggiato un furgone della ditta. A tutto questo era poi seguita l’immancabile richiesta di denaro.

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