Reggio Calabria: ‘ndrangheta e sacra corona unita, 29 arresti

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria e della Direzione Centrale Servizi Antidroga ha eseguito una vasta operazione per l’arresto di 29 persone legate alle cosche di San Luca, Bovalino ed Africo ed alla sacra corona unita pugliese, accusate di traffico internazionale di cocaina. Effettuate perquisizioni nelle province di Reggio, Cosenza, Brindisi, Milano, Monza/Brianza, Como e Genova. Le indagini sono partite nel 2010, quando i finanzieri del Gruppo Milano/Malpensa hanno rinvenuto un pacco contenente cocaina in forma liquida. Il pacco, proveniente dall’Argentina, aveva come destinazione Africo Nuovo. Conteneva un set da bagno in plastica, le cui cavità interne erano state riempite di cocaina in forma liquida, per un peso di circa un chilo e mezzo. Dopo un laborioso processo di raffinazione, si sarebbero potuti ottenere 500 grammi di cocaina. I finanzieri hanno scoperto, nel corso delle indagini, anche dei falsi Bond della Federal Reserve degli Stati Uniti d’America, del valore nominale di 500 milioni di dollari. I bond, trovati nel 2011 a casa di un noto imprenditore di Ostuni, Antonio Flore, dovevano servire per precostituire linee di credito da utilizzare per successivi investimenti imprenditoriali. I Bond furono subito sequestrati per evitare il danno economico che l’operazione finanziaria avrebbe causato. L’inchiesta, denominata Revolution, ha molti punti di contatto con quella condotta dai carabinieri del Ros di Milano. In particolare, uno dei punti in comune è Bruno Pizzata, ritenuto un importante narcotrafficante, legato alla cosca di ‘ndrangheta dei Pelle di San Luca. Le indagini, dunque, in alcuni casi sono state condotte in stretta collaborazione tra la Guardia di Finanza reggina e i carabinieri di Milano, con il coordinamento delle due procure.

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