Reggio Calabria: ‘ndrangheta, droga e omicidi, decine di fermi


Blitz del Ros dei carabinieri contro la cosca Piromalli, considerata dagli investigatori una delle più potenti della ‘ndrangheta: sono 33 i provvedimenti di fermo emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria nel corso dell’operazione “Provvidenza”. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio, tentato omicidio e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. Al centro delle indagini del Ros ci sono le attività criminali della cosca egemone sul mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria, con diramazioni in Lombardia e negli Stati Uniti. Sequestrati anche beni per un valore complessivo di 40 milioni di euro. Le indagini hanno documentato il controllo delle attività del traffico di droga all’interno dello scalo portuale di Gioia Tauro e la penetrazione della cosca nel tessuto economico ed imprenditoriale, con particolare riferimento al settore agroalimentare: accertate l’infiltrazione nel mercato ortofrutticolo di Milano e l’esistenza di una rete di distribuzione di prodotti oleari contraffatti negli Stati Uniti, facente capo ad un imprenditore italoamericano, organico alla stessa cosca. Le risorse di provenienza illecita venivano poi reimpiegate in società di abbigliamento, collegate a noti marchi francesi, e in imprese attive nell’edilizia e nella gestione di strutture alberghiere. Le indagini hanno infine messo in luce la partecipazione della cosca Piromalli nel progetto di realizzazione di un centro commerciale a Gioia Tauro, all’altezza dello svincolo autostradale della Salerno-Reggio Calabria. Elemento di spicco dell’organizzazione era Antonio Piromalli, 45 anni, figlio di uno dei capi storici del gruppo criminale, Pino, 72 anni, detenuto al 41 bis da oltre vent’anni.

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