Reggio Calabria: ‘ndrangheta, Dia sequestra beni per 7 milioni di euro

La Dia ha eseguito ad Antonimina, in provincia di Reggio Calabria, un sequestro di beni, per un valore di sette milioni di euro, riconducibili ad un imprenditore edile, Massimo Siciliano, 43 anni. Secondo gli investigatori, l’imprenditore è legato ad una cosca della ‘ndrangheta che gestisce attività illecite in Calabria ed in Lombardia, in particolare in provincia di Mantova. Siciliano, di origini catanzaresi, attualmente detenuto, è ritenuto dagli investigatori l’imprenditore di riferimento del suocero, Nicola Romano, 66 anni, capo della cosca di ‘ndrangheta di Antonimina, e in questa veste, secondo gli inquirenti, garantiva, attraverso le ditte di cui è risultato titolare, l’esecuzione di lavori nel settore dell’edilizia pubblica, turbando le regole della libera concorrenza e del libero mercato attraverso un pesante condizionamento mafioso che gli consentiva di estromettere le aziende operanti lecitamente. Siciliano è stato coinvolto nelle operazioni “Saggezza” e “Ceralacca 2”.

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