Reggio Calabria: ‘ndrangheta, decine di fermi, presi fiancheggiatori Condello


Nelle intercettazioni effettuate dal Ros dei carabinieri c’è davvero di tutto: si puo’ ascoltare l’organizzazione di un attentato, la spartizione del denaro e anche la pianificazione delle estorsioni. Anche grazie a queste intercettazioni, i carabinieri hanno potuto eseguire i 26 fermi emessi dalla DDA reggina a carico di un gruppo di persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di munizioni ed armi comuni da sparo e da guerra, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale, minaccia e danneggiamento seguito da incendio, tutti aggravati dalla finalità di aver agevolato l’attività di una cosca mafiosa. L’inchiesta, denominata “Sansone”, ha permesso di ricostruire la rete dei fiancheggiatori del capomafia Domenico Condello, 60 anni, detto “U pacciu”, arrestato nel 2012 dopo oltre 20 anni di latitanza, e gli assetti di varie cosche operanti a Reggio Calabria e nelle zone limitrofe, che esercitano un’asfissiante pressione estorsiva. Le indagini hanno permesso di documentare ben 20 estorsioni compiute ai danni di imprese operanti nei settori della raccolta dei rifiuti solidi urbani e delle costruzioni. Estorsioni che sono state messe in atto nell’ampio comprensorio di Villa San Giovanni e Fiumara di Muro, dove le cosche Zito-Bertuca e Condello-Buda-Imerti si sarebbero accordate per la spartizione dei proventi derivanti dall’attività criminale.

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