Reggio Calabria: ‘ndrangheta, cosca Gallico, arresti e sequestri

La polizia di Reggio Calabria ha eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti esponenti della cosca di ‘ndrangheta dei Gallico, operante nella Piana di Gioia Tauro. Una quindicesima persona è ancora ricercata. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni. Nell’ambito dell’operazione, denominata “Orso”, sono stati sequestrati beni immobili e società per un valore complessivo di sette milioni di euro. I sequestri sono stati effettuati in Calabria e a Roma. Si è scoperto che la cosca reinvestiva i proventi delle attività illecite nell’acquisto di beni immobili, come un palazzo storico di Palmi, pagato 450.000 euro contro un valore di un milione, che avrebbe dovuto essere demolito per costruire nuovi appartamenti da mettere poi in vendita. L’attività investigativa si è incentrata prevalentemente sulla figura di Giovanni Iannino, 59 anni, storico affiliato alla cosca, condannato per associazione mafiosa. L’inchiesta si è avvalsa di numerose intercettazioni ambientali e telefoniche e delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, oltre che di accertamenti documentali e bancari. E’ con i sequestri che si combatte la ‘ndrangheta, è stato sottolineato. L’inchiesta ha fatto luce sulla governance del patrimonio immobiliare della cosca Gallico e sulle capacità della ‘ndrina di manovrare una moltitudine di soggetti disponibili a fungere da prestanome per consentire la schermatura del patrimonio.

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