Reggio Calabria: ‘ndrangheta, confiscati beni per 7 milioni di euro

La polizia di Reggio Calabria ha eseguito provvedimenti di confisca riguardanti beni immobili e società riconducibili ad esponenti delle cosche della ‘ndrangheta dei Gallico e dei Cordì, operanti rispettivamente sul versante tirrenico e ionico della provincia reggina. Il valore complessivo dei beni confiscati ammonta a circa sette milioni di euro, tra società, imprese, villette, appartamenti e conti correnti. La confisca trova origine nell’operazione “Cosa mia”, coordinata dalla Dda reggina e condotta dalla squadra mobile di Reggio e dal Commissariato di Palmi nei confronti di 52 persone ritenute tra i maggiori esponenti delle ‘ndrine dei Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano di Palmi e di quelle contrapposte dei Bruzzise-Parrello, operanti nel limitrofo comune di Seminara, protagoniste di una sanguinosa faida consumatasi tra il 2004 e il 2008. Sul versante ionico reggino, invece, è stata eseguita la confisca disposta nella sentenza del processo seguito all’operazione “Shark”, condotta nel 2009 contro la cosca Cordì di Locri.

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