Reggio Calabria: ‘ndrangheta, confiscati 214 milioni di beni a 2 imprenditori

Beni per 214 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza e dalla Dia, con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, a due imprenditori, posti in vigilanza speciale. I due, Pasquale Rappoccio e Pietro Siclari, sono ritenuti contigui ad esponenti della ‘ndrangheta legati alle cosche Tegano, Condello e Libri di Reggio, Alvaro di Sinopoli e Barbaro di Platì. Complessivamente sono stati confiscati, in Calabria e in Lombardia, 220 beni immobili tra appartamenti, ville e terreni, 9 società, 22 rapporti finanziari e più di un milione e mezzo di euro in contanti. Dalle indagini e da accurate analisi economico-finanziarie, sarebbe stata accertata una palese sproporzione tra l’ingente patrimonio individuato ed i redditi dichiarati dagli imprenditori. Siclari, attivo nei settori edilizio, immobiliare e alberghiero, era stato arrestato nel novembre del 2010 dalla Dia per estorsione aggravata dalle modalità mafiose nell’ambito dell’operazione “Entourage”. Rappoccio, operante nel ramo sanitario e sportivo, è incensurato, ma è coinvolto in importanti procedimenti penali contro la ‘ndrangheta.

Potrebbero interessarti anche...