Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 5 arresti per estorsioni


La guerra contro la ‘ndrangheta non conosce sosta. Ma è pure lunga e difficile. Perchè più se ne arrestano, più sembra che ne vengano fuori. E così, la potente cosca degli Zindato-Borghetto-Caridi è stata di nuovo oggetto di un’operazione della Squadra Mobile. Che già l’aveva colpita duramente con diversi arresti, in passato, con le operazioni “Alta tensione 1 e 2”, “San Giorgio” e “Cartaruga”. Ma le forze nuove della cosca si sono fatte avanti. E così, in pratica, sembra che non sia mai terminata l’opera di forte pressione che viene esercitata su commercianti ed imprenditori. Sono loro che pagano il prezzo più alto, con continue richieste di pizzo, che spesso fanno chiudere le aziende. Richieste che diventano, in gergo, dei “regali” o dei “buoni” d’acquisto. Stavolta sono altre cinque le ordinanze eseguite con l’operazione “Tattoo”. Per tutti le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata ai danni di operatori economici, favoreggiamento e ricettazione. Tra le persone coinvolte anche la moglie del capoclan, detenuto, Francesco Zindato, che portava gli ordini fuori dal carcere. Alle cosche serve sempre denaro fresco, da impiegare per il mantenimento del sodalizio, in primis per far sopravvivere proprio le famiglie dei membri del clan che finiscono in galera. Il problema è che nessuna delle vittime, anche questa volta, ha denunciato.

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