Reggio Calabria: ‘ndrangheta, colpite le cosche dello ionio


Con estrema arroganza, postavano sui social network le foto in cui mostravano se stessi e le potenti armi di cui erano in possesso. Sono i Cumps, i “cumpari”, le nuove leve della ‘ndrangheta dello ionio reggino, figli dei boss, che controllavano il territorio spavaldamente. E se lo spartivano con il “banco nuovo”, una nuova cosca che aveva già preso il sopravvento in una vasta area della Locride compresa tra Africo, Brancaleone e Bruzzano Zeffirio, controllando gli appalti pubblici e minacciando pesantemente amministratori ed imprenditori. Il procuratore di Reggio Calabria cita un episodio davvero allarmante. Oggi carabinieri e polizia, coordinati dalla DDA reggina, ne hanno arrestati una quarantina. Un’altra decina è destinataria di diverse misure cautelari. Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, traffico di sostanze stupefacenti. Sequestrate molte armi, pronte ad essere utilizzate, forse anche fuori dalla Calabria. Perquisizioni e sequestri sono stati infatti eseguiti anche in Lombardia e in Liguria.

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