Reggio Calabria: ‘ndrangheta, arresti per guardianie a terreni

La Squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato tre persone, accusate di estorsione aggravata ai danni di alcuni proprietari terreni della Piana di Gioia Tauro. Avrebbero imposto guardianie abusive a terreni. Gli stessi titolari dei fondi, secondo l’accusa, sarebbero stati costretti a versare ingenti somme di denaro quale condizione per porre fine agli episodi di danneggiamento e di furto nelle loro proprietà. Il provvedimento è stato notificato in carcere a Domenico Cianci, 67 anni, mentre Rocco Pesce, 45 anni, è finito in carcere e Luigi Cutrì, 70 anni, è stato posto ai domiciliari. L’operazione è la prosecuzione dell’inchiesta “Vecchia Guardia”. Cianci, secondo l’accusa, avrebbe inviato dal carcere, attraverso Luigi Cutrì, le minacce agli agricoltori. Cianci finì in galera a seguito della cosiddetta “strage di Razzà”, quando, nell’aprile del 1977, durante un conflitto a fuoco tra le forze dell’ordine ed esponenti delle cosche della ‘ndrangheta sorpresi durante un summit, furono uccisi due carabinieri della Compagnia di Taurianova. E’ accusato, invece, di estorsione aggravata dalle modalità mafiose Rocco Pesce, esponente dell’omonima cosca della ‘ndrangheta di Rosarno, il quale imponeva la guardiania dei terreni e pretendeva somme annue pari a 600 euro per impedire i danneggiamenti. Pesce avrebbe anche costretto una vittima a consegnargli la somma di 4.000 euro come prestito, mai restituito. Gli investigatori, oltre alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono avvalsi anche della collaborazione dei proprietari terrieri che hanno subito le estorsioni.

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