Reggio Calabria: ‘ndrangheta, arresti per appalti lavori pubblici


Per associazione mafiosa transnazionale, sono stati arrestati 27 esponenti di due delle cosche di ‘ndrangheta più pericolose, quella dei Commisso di Siderno e quella degli Aquino di Marina di Gioiosa Ionica. Altre due persone sono ricercate. Le accuse sono di estorsione e infiltrazione nell’aggiudicazione di appalti, anche per i lavori di messa in sicurezza di una scuola e per la costruzione di una diga. L’inchiesta, denominata “La morsa sugli appalti pubblici”, ha fatto rilevare importanti infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’economia legale. E’ emerso che le ditte che si aggiudicavano gli appalti nella fascia ionica reggina erano costrette a pagare una tangente del 3% alla ‘ndrangheta sul valore dei lavori eseguiti. Tra gli arrestati c’è anche un politico. Si tratta dell’ex presidente del Consiglio comunale di Siderno, Antonio Macrì, del Pdl. E’ accusato di associazione mafiosa. Secondo gli investigatori avrebbe chiesto sostegno elettorale alla cosca Commisso sia per l’elezione al Comune sia per le regionali del 2010, alle quali però, poi non si presentò. Il comune di Siderno è stato poi sciolto per infiltrazioni mafiose nel marzo del 2013. L’operazione conferma che esiste un serio pericolo di infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle pubbliche amministrazioni e negli appalti, e si arriva fino a condizionare il voto dei cittadini.

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