Reggio Calabria: ‘ndrangheta e politica, 6 arresti e sequestri di beni

Ancora una volta politica e ‘ndrangheta a braccetto. Lo rivelano due distinte operazioni effettuate da carabinieri e Guardia di Finanza a Reggio Calabria. Sei ordinanze di arresto con l’operazione Sistema e sequestri di beni per 122 milioni di euro con l’Operazione Assenzio. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, tutti presunti appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta De Stefano e Tegano, c’è anche un ex consigliere comunale di Reggio Calabria, Domenico Giovanni Suraci, 44 anni. Suraci era stato eletto con la lista Alleanza per Scopelliti, collegata al candidato sindaco, poi eletto, Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione Calabria. Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto l’appoggio elettorale delle cosche nelle elezioni comunali del 2007. E questo sarebbe avvenuto anche grazie a Giuseppe Rechichi, 54 anni, ex direttore operativo della Multiservizi, società partecipata del Comune. Rechichi, che è già detenuto perchè coinvolto in un’altra operazione, avrebbe sostenuto Suraci facendo assumere, poco prima delle elezioni, decine di lavoratori precari. Ma ci sarebbero anche episodi di bancarotta e fallimenti pilotati su cui fare piena luce. Dalle indagini è emersa l’infiltrazione delle cosche nell’attività politica, ma è stata anche documentata l’infiltrazione nel settore della grande distribuzione alimentare, dell’intermediazione del credito e dell’imprenditoria edile. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, anche in concorso, intestazione fittizia di beni e corruzione elettorale, aggravati dall’avere favorito un sodalizio mafioso. Eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 122 milioni di euro, che riguarda, in particolare, l’intero complesso aziendale ed il patrimonio di decine d’imprese, oltre a numerosi immobili.

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