Reggio Calabria: ‘ndrangheta, arrestati due imprenditori

Arrestati due noti imprenditori reggini, Giuseppe e Barbara Croce’, padre e figlia, ritenuti collusi con la ‘ndrangheta. Si tratta di un’operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, insieme alla Guardia di Finanza e all’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Eseguite anche 20 perquisizioni e sequestri di beni mobili, immobili ed attività commerciali anche in Lazio e Lombardia, per un valore di circa 30 milioni di euro. L’inchiesta che ha portato all’arresto dei due imprenditori e’ la prosecuzione dell’operazione “Assenzio” che, nel luglio scorso, aveva portato all’arresto dell’ex consigliere comunale di centrodestra di Reggio Calabria Dominique Suraci, ritenuto dagli inquirenti il referente della cosca Tegano nel settore della grande distribuzione alimentare e l’interlocutore politico del clan. Secondo l’accusa, Croce’ e la figlia Barbara avrebbero tenuto fede ai patti assunti nel settore della grande distribuzione alimentare da Suraci con i Tegano, attraverso contratti di fornitura con imprese riconducibili alle singole cosche cittadine. Gli imprenditori, per la Dda reggina, hanno lavorato sotto la protezione delle piu’ importanti cosche di Reggio, riuscendo cosi’ ad accaparrarsi enormi fette di mercato ed accumulando patrimoni con modalita’ illecite. Tra i beni sequestrati figurano anche attivita’ commerciali riconducibili, secondo l’accusa, a Suraci, che in alcuni casi erano ”schermate” da societa’ fiduciarie di diritto estero. Le societa’ sequestrate avrebbero obbligato le imprese sane operanti nel settore della distribuzione alimentare, dei servizi bar e della ristorazione a rifornirsi di generi di varia natura, dal pane alla frutta e verdura, dalle bevande ai prodotti lattiero-caseari, dai tabacchi alle uova, dalle aziende riconducibili alla cosca Tegano, impedendo l’avvio di attivita’ imprenditoriali concorrenti lecite.

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