Reggio Calabria: ‘ndrangheta, appalti truccati, 48 arresti


Non c’è più la ‘ndrangheta di una volta, e anche chi ne fa parte si lamenta per la scarsa qualità dei suoi componenti. Questa è una delle intercettazioni che la DDA di Reggio Calabria ha utilizzato per l’inchiesta “Terramara Closed”, che ha portato agli arresti di 48 persone. Coinvolti anche Domenico Romeo, ex sindaco di Taurianova, e l’ex assessore Francesco Sposato. Sono accusati di aver favorito le cosche di ‘ndrangheta, che hanno fortemente condizionato gli appalti che riguardano le opere pubbliche e anche quelli dei settori edile ed alimentare. L’inchiesta, partita nel 2012, ha permesso di delineare gli assetti delle cosche Avignone-Zagari-Fazzalari-Viola e dei gruppi collegati degli Sposato-Tallarida e Maio-Cianci. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dal danneggiamento al trasferimento fraudolento di valori, dalla procurata inosservanza di pena al porto illegale di armi. Documentati diversi casi di intimidazioni ed estorsioni. Tra gli arrestati ci sono anche i fiancheggiatori che favorirono, per quasi vent’anni, la latitanza del boss Ernesto Fazzalari e alcuni filoni investigativi portano anche all’amministrazione regionale. Le cosche puntavano soprattutto al grande business del fotovoltaico. Utilizzando i soliti sistemi.

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