Reggio Calabria: ‘ndrangheta, decine di arresti per appalti truccati

Questa volta i carabinieri si sono mossi in quasi tutta la Calabria e anche in provincia di Como. Sgominate, con l’Operazione Saggezza, diverse organizzazioni criminali legate alla ‘ndrangheta e anche in contrasto tra di loro. In tutto sono 39 le ordinanze di custodia cautelare eseguite. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, porto abusivo d’armi, usura, illecita concorrenza per il condizionamento di appalti pubblici, minaccia, esercizio abusivo del credito, truffa e intestazione fittizia di beni. Grazie al controllo, diretto o indiretto, di imprese edili, le organizzazioni colpite avrebbero condizionato gli appalti pubblici e anche il libero esercizio di voto, come nel caso dell’elezione di un ex presidente della comunità montana “Aspromonte Orientale”, che è tra gli arrestati. Le famiglie, secondo l’accusa, avevano il controllo del taglio boschivo nelle località montane e gestivano un circuito di usura. Quattro imprese, per un valore complessivo stimato in circa un milione di euro, sono state sequestrate. Ma soprattutto, la magistratura è soddisfatta perchè ritiene di aver provato che esiste, nella ‘ndrangheta, anche la “corona”, un organismo intermedio che si pone tra i “locali” e la “cupola”.

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