Reggio Calabria: ‘ndrangheta, arresti per estorsioni ad imprenditori

La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato sei presunti esponenti di vertice delle cosche di ‘ndrangheta Zappia e Cianci-Maio-Hanoman, tra di loro rivali e operanti nel territorio di San Martino di Taurianova. La polizia ha accertato come, negli anni, ci sia stata una pressante attività di taglieggiamento ai danni di alcuni imprenditori agricoli, posta in essere con l’imposizione della fittizia guardiania ai terreni. L’operazione, denominata proprio per questo “Vecchia guardia”, ha portato alla luce questo sistema di oppressione, attraverso cui le cosche traggono forti fonti di sostentamento economico. Le indagini si sono avvalse anche delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Russo, che svolgeva inizialmente il ruolo di mediatore tra i proprietari terrieri e la ‘ndrangheta. E’ emerso che le delegate alla riscossione del denaro sarebbero state tre sorelle, Maria, Teresa e Rosetta Zappia, nipoti del vecchio capo bastone don Giuseppe Zappia, ucciso in un agguato nel 1993 e definito “il presidente”, per aver presieduto il cosiddetto “Summit di Montalto” del 26 ottobre 1969, che rimase nella storia perchè interrotto dal tempestivo intervento della polizia reggina. Il potere mafioso in Calabria, ha detto il procuratore Cafiero de Raho, è purtroppo sempre nelle stesse mani.

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