Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 5 fermi per usura ed estorsione


I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 5 persone appartenenti alla cosca Bellocco della ‘ndrangheta, operante a San Ferdinando e nei comuni limitrofi. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, concorso in intestazione fittizia di beni, usura, estorsione, violenza privata e lesioni personali, tutto aggravato dall’aver favorito un sodalizio mafioso. Con l’operazione “Tramonto” sono finiti in carcere i vertici della cosca: Carmelo Bellocco, 26 anni, Antonio Bellocco, detto Toto’, 25 anni, Giulio Bellocco, 62 anni, Berto Bellocco, 27 anni, e Domenico Bellocco, 32 anni. Nell’inchiesta e’ indagata anche Aurora Spano’, compagna di Giulio Bellocco, gia’ detenuta per altri reati. Dalle indagini e’ emerso anche il coinvolgimento di un rappresentante delle istituzioni, non ancora identificato, che aveva contatti con la cosca. E’ per questo motivo che la Dda ha deciso di accelerare le indagini, con l’emissione dei provvedimenti di fermo. Per evidenziare l’arroganza mafiosa della cosca, gli inquirenti hanno riferito un episodio avvenuto nel carcere di Castrovillari, dove e’ detenuta Aurora Spano’. La donna aveva imposto ad alcune detenute di pulirle la cella e di soddisfare ogni suo desiderio. Quando una delle detenute si e’ ribellata, il marito di quest’ultima e’ stato aggredito e picchiato dagli uomini della cosca Bellocco. Le indagini hanno ricevuto un fondamentale contributo dalle dichiarazioni di Concetta Cacciola, la testimone di giustizia che si suicidata nell’agosto del 2011.

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