Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 5 arresti per appalti sulla Statale 106

Stavolta sono le cosche Cataldo di Locri, Bruzzese-Fuda-Andrianò di Grotteria e Alvaro di San Procopio ad essere rimaste intrappolate tra le maglie della giustizia. La squadra mobile di Reggio Calabria e il commissariato Siderno hanno arrestato 5 persone, responsabili, secondo l’accusa, di estorsioni negli appalti per i lavori di ammodernamento della strada statale 106. Si tratta del boss Antonio Cataldo, detto “papuzzella”, Massimiliano Fuda, Francesco Salvatore Fuda, Roberto Musolino e Natale Licari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni ed illecita concorrenza con violenza e minaccia. Le cosche non lasciavano nulla al caso e imponevano le stipule dei contratti di noleggio degli escavatori con aziende amiche e l’assunzione di appartenenti al gruppo criminale. Tra gli indagati c’è anche un imprenditore, Carlo Parasporo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Era sì vittima di estorsioni, ma avrebbe anche instaurato con la ‘ndrangheta, e in particolare con le cosche Cataldo di Locri e Commisso di Siderno, un rapporto stabile ed amichevole, grazie al quale, pur versando all’organizzazione somme di denaro a titolo estorsivo, aveva però la possibilità di ottenere importanti lavori.

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