Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 5 arresti, colpita la “cupola”


La ‘ndrangheta ha una sua cupola, che si coordina con la Camorra, Cosa Nostra e la Sacra Corona Unita. Lo dice la DDA di Reggio Calabria, che ha emesso 5 ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa. Coinvolti l’ex parlamentare Paolo Romeo, già arrestato; l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, amico strettissimo dell’ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che, dicono i pm, avrebbe goduto dei voti delle cosche; l’avvocato Giorgio De Stefano, ritenuto intraneo alla cosca omonima; Francesco Chirico e il senatore Antonio Caridi, per il quale bisognerà attendere l’autorizzazione del Senato. L’indagine, che ha riunito più di 50 precedenti procedimenti, avrebbe individuato una vera struttura segreta, al vertice della ‘ndrangheta, in grado di dettare le linee strategiche dell’intera organizzazione e di interagire sistematicamente e riservatamente con gli ambienti politici, istituzionali ed imprenditoriali, per infiltrarli ed asservirli ai propri interessi criminali. In particolare, documentato il ruolo determinante del sodalizio mafioso nel condizionamento di alcuni appuntamenti elettorali in ambito comunale, provinciale e regionale e nell’individuazione di propri affiliati da proiettare nel parlamento nazionale. La DDA reggina descrive un quadro ‘ndranghetistico-massonico che in provincia di Reggio Calabria avrebbe un potere assoluto. L’inchiesta è stata denominata “Mammasantissima”. Le intercettazioni diffuse sono moltissime e impietose. Ci sono boss che parlano dei loro agganci con i politici e ci sono politici che parlano con i boss. Un quadro terrificante. Si può ascoltare la pianificazione politica che fanno le cosche. Qui si afferma che il senatore Caridi godeva del poderoso appoggio della cosca dei Tegano. E che dire del boss Mancuso che afferma che ‘ndrangheta e massoneria sono la stessa cosa, anzi la ‘ndrangheta è inferiore?

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