Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 12 arresti cosca Lo Giudice

La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha eseguito, con due distinte operazioni, 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di presunti affiliati alla cosca Lo Giudice della ‘ndrangheta. L’accusa è di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, omicidio e occultamento di cadavere. Eseguito anche un sequestro di beni, aziende, immobili terreni e veicoli, per cinque milioni di euro. Tutti intestati a prestanome o a familiari incensurati, per evitare che venissero sequestrati. Molti acquisiti attraverso l’usura nei confronti dei proprietari, costretti a cederli per l’impossibilità di restituire i prestiti ricevuti. Le indagini, che si sono avvalse della collaborazione di diversi pentiti, tra cui Nino e Maurizio Lo Giudice, hanno consentito di fare luce anche su un omicidio, quello di Angela Costantino, madre di 4 figli, uccisa nel ’94 a Reggio Calabria perchè avrebbe tradito il marito, il boss Pietro Lo Giudice, 46 anni. Dell’omicidio di Angela Costantino, il cui cadavere non è mai stato trovato, sono accusati Vincenzo Lo Giudice, 51 anni, fratello di Nino e considerato uno dei capi della cosca, il cognato Bruno Stilo, 51 anni, e il nipote Fortunato Pennestrì, 38 anni. La cosa incredibile è che anche la moglie di un altro componente della famiglia, Roberto Lo Giudice, è scomparsa. Si tratta di Barbara Corvi, che aveva 35 anni, nel 2009, quando di lei si persero le tracce, a Montecampano, in provincia di Terni. Su di lei, comunque, non c’è alcuna prova che sia stata uccisa. Ma anche lei avrebbe avuto una relazione extraconiugale.

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