Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 17 fermi per sostegno a boss Condello

Le intercettazioni risultano incomprensibili per chi non conosce appieno il dialetto reggino. Ma i Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria le hanno trascritte con estrema precisione e hanno scoperto che esiste una rete perfetta per l’assistenza al boss della ‘ndrangheta Domenico Condello, 56 anni, latitante dal 1993 e cugino di Pasquale Condello, “il supremo”, che invece è già stato arrestato nel 2008, dopo 11 anni di latitanza. Con l’Operazione Lancio, in 17 sono stati fermati. Sarebbero loro i principali fiancheggiatori del boss. Tra gli altri, sono state fermate la moglie, le due sorelle del boss e anche i suoi zii. Le donne, secondo l’accusa, oltre ad avere favorito la latitanza di Condello avrebbero svolto un ruolo di primo piano nell’intestazione fittizia di beni che erano, di fatto, nella disponibilità del boss. E il boss ringraziava con i “pizzini” che lasciava nelle abitazioni in cui veniva ospitato. Al centro delle indagini della Dda, il circuito di relazioni e di sostegno economico e logistico a Condello, condannato all’ergastolo e inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi d’Italia. L’Operazione Lancio costituisce la prosecuzione dell’operazione “Reggio-Nord”, condotta dai Carabinieri nell’ottobre scorso e durante la quale furono individuati una parte degli interessi economici della cosca ed in particolare quelli relativi all’acquisizione di alcune strutture turistiche dell’hinterland reggino, intestate ad insospettabili ma che, secondo l’accusa, sarebbero riconducibili a Condello.

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