Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 12 fermi in Italia e all’estero


L’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection” rappresenta, secondo gli inquirenti, un ulteriore ed importantissimo tassello nell’azione di contrasto al crimine organizzato. Sono 12 le persone fermate, in diverse regioni italiane e all’estero, nell’ambito dell’operazione che collega Calabria e Canada, eseguita dalla polizia e coordinata dalla DDA di Reggio Calabria. Colpita la cosca Muià, affiliata allo storico clan dei Commisso, originario di Siderno ma che opera da decenni oltreoceano. Le accuse mosse vanno dall’associazione mafiosa transnazionale ed armata al trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito ed usura. L’inchiesta, sviluppata negli ultimi due anni, ha consentito di delineare la struttura della ‘ndrangheta in ambito sovranazionale. Per la prima volta è stata documentata l’articolazione territoriale operante in Canada, governata da un organismo che si riunisce proprio all’estero ed assume decisioni che poi hanno peso anche nelle dinamiche criminali sul territorio calabrese. Insomma, i centri decisionali della ‘ndrangheta non sono più solo in Calabria. E qualche indizio era già venuto fuori. Adesso è chiaro che le strategie della ‘ndrangheta, che ormai ha messo radici in vari Stati ed in particolare nel ricco Ontario, stanno cambiando. Sottolineata la grande collaborazione che è nata tra le nostre forze dell’ordine e quelle canadesi, che hanno anche colpito, in una recente operazione, la cosca dei Figliomeni, altro clan radicato in Ontario, con una decina di arresti.

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