Palmi: mediazioni finanziarie abusive, cinque arresti

Stampavano false polizze fideiussorie, che venivano poi usate da società ed imprenditori, del tutto ignari, a garanzia del pagamento di beni mobili, servizi e finanziamenti. Con questo meccanismo, cinque persone, che sono state arrestate, avrebbero ottenuto un provento di circa tre milioni di euro. A scoprire la truffa sono stati gli investigatori della sezione di polizia postale e delle comunicazioni di Crotone, che hanno lavorato gomito a gomito con i colleghi reggini e anche di Catania, Milano e Parma. Le accuse, che hanno portato 4 persone in carcere e una ai domiciliari, sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, falso, esercizio abusivo dell’attività di mediazione creditizia ed intermediazione finanziaria, sostituzione di persona e riciclaggio. Disposti anche alcuni sequestri preventivi. Le indagini sono cominciate dopo la presentazione di una serie di querele da parte della Banca Popolare del Mezzogiorno e, in seguito, della Banca di Credito Cooperativo Antonello da Messina, nelle quali si segnalava l’emissione di false polizze fideiussorie su carta intestata dei due istituti bancari. Gli investigatori sono risaliti alla base logistica ed organizzativa della banda, situata a Gioia Tauro, dove risiedono alcuni degli arrestati e dove venivano fabbricate le false garanzie. Alcuni degli indagati sono coinvolti anche in un’altra inchiesta simile, che si occupa di reati analoghi.

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